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Passaggio In Friuli

Passaggio in Friuli per un viaggio in Slovenia ed Ungheria

Pubblicato da memmio


Periodo viaggio 01/08/07 il 20/08/07

Passaggio in Friuli

Domenico Giancaspro, Agosto 2007
Mimmo, Rita1,Giorgio, Rita2, da Bari.

1-8-2007 mer
Partenza da Bari alle 7. Autostrada molto scorrevole. Uscita a Cesena Nord e poi Romea 309 direzione Venezia. Si accorcia di 60km ma ci sono alcuni semafori e limiti di velocità. In compenso si vede il territorio. Bello il passaggio sulla laguna di Chioggia. Un po’ di traffico sulla Tangenziale di Mestre. Entriamo in autostrada in direzione Trieste e ci blocchiamo a S.Donà: 2ore di ritardo. Arriviamo a Palmanova alle 22.30 dove c’è già l’altro equipaggio di amici che ci aspetta. Passeggiata in centro, bella la piazza e le porte. Si entra da Porta Aquileia poi ci si dirige verso il Museo Storico e Porta Cividale. C'è’uno spiazzo, agibile e gratuito sotto alcuni alberi e un giardino, vicino al museo, che visiteremo domani. Gelato da nonna Pallina a fianco della Chiesa in piazza e poi a nanna.

2-8-2007 gio
A Palmanova, città fortezza dalla forma perfettamente stellare, costruita dalla Repubblica di Venezia, visitiamo i bastioni e il museo. Una coppia di militari, il maresciallo Mazzella e una ragazza-soldato ci fanno visitare le fortificazioni, con le gallerie e i bastioni aggiunti da Napoleone. Passeggiata in città e spesa alla Coop, vicina al punto sosta. Alle 12 ci spostiamo ad Aquileia, 15km di strada SS352 e parcheggiamo presso la Basilica a 1€ l’ora. C’è un gazebo della regione per le informazioni turistiche, una serie di fontanelle d’acqua e i wc. E’ stata colonia militare romana, poi metropoli dell’impero e infine centro cristiano. Spettacolari la Basilica e il contorno di rovine romane. La visita della Basilica, con i suoi bellissimi mosaici,  è gratis, 3€ per le cripte, 4€ per il bel museo archeologico. Andiamo poi a Codroipo a vedere Villa Manin. La villa è molto grande, all’esterno enormi giardini con installazioni “artistiche”, alcune molto opinabili. La villa è stata svuotata dei mobili, tranne le stanze di Napoleone, per l’esposizione fotografica dell’artista giapponese Sugimoto. Non ci entusiasma. Ci rimettiamo in viaggio e dopo 45 km siamo a Gradisca d’Isonzo, nell’elenco dei borghi più belli d’Italia. L’Area attrezzata comunale è in viale Trieste, una delle strade principali che porta al Teatro Comunale, fra il supermercato LD e il distributore Shell. E’ un parcheggio per auto con 3 posti riservai ai camper, fontana e scarico. Minuscolo ma funzionale. In ogni caso la parte riservata alle auto è vuota, volendo ci sarebbe spazio per qualche altro camper. Molti i lavori di ristrutturazione in paese, le chiese sono già chiuse. Prendiamo una pizza al Leon d’Oro, di fronte al civico 127 vicino al municipio. Buona, 45€ in 4.

3-8-07 ven
La temperatura è calata parecchio stanotte e piove ancora. Le mogli vanno a fare la spesa al Discount LD, che ha prezzi davvero ottimi e io e Giorgio in paese per vedere le due chiese e l’enoteca regionale. Compriamo dei flaconcini monodose di grappa in scatole che sembrano pacchetti di sigarette e proviamo un bicchiere di Tocai. Di fronte l’enoteca c’è un passaggio per la passeggiata sui resti delle mura. Il castello è inagibile.
Ha smesso di piovere e torniamo al camper. Partiamo verso Monte S.Michele, uscendo a sinistra dell’area, dopo avere usato il comodo scarico. Verso il centro c’è via S.Michele che dopo 4km direzione S.Martino del Carso ci porta sul Monte. C’è un piccolo museo in allestimento e alcuni camper di romani che si erano dati appuntamento proprio qui.
Dopo mezzogiorno proseguiamo, e superato Fogliano, arriviamo a Redipuglia. Parcheggiamo nei posti per auto davanti allo spiazzo di fronte al sacrario, più giù ci sono altri posti più grandi. Non c’è molta gente. Saliamo le scale e tutti quei nomi con “Presente” impressiona, fa meditare sulla tragedia della guerra e stringe il cuore. C’è un piccolo museo con delle foto e qualche cimelio. Cerco qualche nome, c’è un BUX da Bari. Andiamo poi al museo all’aperto con qualche pezzo di postazione e di trincea, molti cannoni e qualche cippo in ricordo dei combattenti e dei poveri oggetti della vita e della sofferenza quotidiana: dalla pipa al filo spinato alle marmitte al bidone del vino. Dopo un panino e un gelato, ci dirigiamo verso Monfalcone a S.Giovanni di Duino a vedere le risorgive del Timavo, il fiume forse più corto d’Italia (2km), che scorre sotterraneo e riemerge qui per sfociare poi in Adriatico. C’è un piccolo spazio sterrato prima della cartiera Burgo a destra. Si vede l’acqua che emerge dal colore di smeraldo, ma l’effetto non è molto appariscente, mi aspettavo di meglio. Prossima meta Duino. Pochi e già occupati i posti davanti al castello, il parcheggio vicino è sterrato, piccolo e non ha una buona accessibilità per i camper. Proseguiamo allora per Sistiana e sostiamo a filo strada vicino l’ufficio del turismo. Percorriamo il sentiero Rielke, con i suoi scorci molto suggestivi. I km da fare sono 2+2, perché occorre anche ritornare. Falesie, postazioni di vedetta militari, panoramiche del golfo fino all’Istria. A Duino nel frattempo il castello ha chiuso l’ingresso alle 17:30. Dopo essere tornati a Sistiana ci muoviamo verso Miramare sulla SS14 litoranea. Arriviamo dopo pochi km. Sulla destra, a fianco di una parete di pietra e prima del parcheggio a pagamento, c’è spazio per 8-10 camper e anche noi ci aggiungiamo a quelli già parcheggiati. In ogni caso il parcheggio a pagamento è custodito dalle 9 alle 19 ed è quindi praticabile gratuitamente per il pernottamento.
Il castello stasera è agibile perché c’è un concerto di musica classica e io e Giorgio andiamo a vederlo in anteprima.

4-8 sab San Domenico.
Alle 7 meno 10 uno st.... accende il generatore e ci costringe al risveglio. Alle 8:30 siamo i primi ad entrare nel castello. Scopriamo che la Trieste Card che avevamo pensato di fare non comprende il Castello di Miramare. 4€, 2€ il ridotto per insegnanti, 3,5€ l’audioguida. Il castello fu completamente arredato per Massimiliano d’Aburgo e lui ci ha vissuto per qualche anno prima di diventare imperatore del Messico e venire lì fucilato. Una piccola parte del piano superiore venne usata dal Duca d’Aosta dal ‘30 al ‘37. Molto bello anche il giardino, usato come parco dai triestini. Il castello consente la vista sia verso Trieste che verso Duino. Usando una stradina nel parco si può arrivare alla stazione ferroviaria stile liberty fatta costruire apposta per Miramare.
Poco fuori e lungo la SS14 verso Trieste ci sono molte spiagge e possibilità di bagnarsi, molta gente prende il sole. Si poteva fare il bagno anche noi…
Partiamo per Trieste e parcheggiamo al porto, dopo l’Acquario, in zona parcheggio verde a 0,80. Esiste una zona gialla a 1€ e una ancora più centrale, rossa, a 1,40. C’è un omino che ci fa il ticket. Andiamo in piazza Unità per la visita guidata delle 16,30 a piedi. Abbiamo rinunciato a quella delle 14 in bus. Ci convincono ad acquistare la Friuli Card più i biglietti bus che la domenica valgono 4 ore. Con 2 dovremmo essere a posto. In attesa dell’ora giriamo per un primo sguardo alla città. Pepi in via della Cassa di Risparmio è chiuso per ferie e così andiamo al bar Joyce di via Roma, angolo Piazza Ponterosso non lontano dalla statua di Joyce. Ottima insalata a 5€, merita. Ci sono anche panini. Alle 16:30 ci intruppiamo con la guida. Il trasferimento da un punto all’altro è velocissimo, poi si perde tempo con  la doppia spiegazione in italiano e inglese. Faticosa nell’ultima parte la salita a S.Giusto, interessante la spiegazione delle due chiede e del preesistente propileo romano integrato nel campanile.
Torniamo in Piazza Unità e finita la visita, seppure stanchi, dopo un indispensabile gelato, visitiamo S. Spiridione, la cui cupola è in restauro e S.Antonio taumaturgo sul Canal Grande. Lì vicino c’è la statua di Joyce che abbiamo già visto e non lontano quella di Saba. Torniamo al camper e dopo cena andiamo a dare un’occhiata alla 4^ sagra della Sardela con ballo liscio, birra, carne. Lasciate le donne, con Giorgio chiudiamo la serata in Piazza Unità dove il previsto concerto dei Jethro Tull dovrebbe essere già finito e invece arriviamo mentre suonano Bouree e poi tanti altri pezzi  da Stand Up e Aqualung. Un salto indietro nel tempo! Il batterista è quello originale ma anche gli altri sono molto bravi. Il flautista alza perfino la gamba come Jan Anderson! Ci sentiamo anche il bis e torniamo al camper. Che serata. La piazza è attraversata nel pavimento da file di led blu che la illuminano in maniera molto originale. Le luci sulle colline davanti a Trieste ricordano il presepe, tante le barche e tantissimi i camper.

5 ago dom
Alle 9 in marcia per visitare il museo Sartorio (4€, compreso nella Friuli Card) in Largo Papa Giovanni vicino al nostro parcheggio. Bellissima la cucina con tutte le suppellettili e molti altri ambienti. La villa era abitata da una famiglia dell’alta borghesia, è ricchissima di arredi e alcune stanze contengono altre collezioni. Pregevoli i disegni del Tiepolo, la gipsoteca e la quadreria d’Istria, salvata prima della guerra e ritrovata casualmente in alcune casse dimenticate nei sotterranei del Parlamento. Tele prese a cuore da Vittorio Sgarbi e restaurate.
Ci siamo solo noi e molti addetti, alcuni sono volontari. Usciti dal museo salutiamo in Piazza Hortis la statua di Svevo e in via Cavana angolo via Figo merenda a Casa Morè, un panino con prosciutto cotto caldo e cocacola a 3€. Molto buono e sostanzioso. Le donne prendono due dolci nel panificio di fronte. Alle 11:30 torniamo indietro di pochi passi per la messa in S.Antonio vecchio con altari barocchi e un ambiente raccolto.
Alla fine ci dirigiamo verso il caffè S.Marco, quello di Magris, e la Sinagoga. Il caffè è chiuso per ferie sino a fine agosto e il custode sta chiudendo la Sinagoga. Le visite erano previste alle 10,11 e alle 12. Ci consente comunque di prendere del materiale illustrativo e di dare un’occhiata all’interno. E’ la Sinagoga più grande d’Europa, dopo quella di Budapest, costruita all’inizio del secolo per 6-7000 ebrei, mentre oggi sono poche centinaia e al venerdì utilizzano una sala molto più piccola. Ci invita ad andare alla risiera di San Sabba.
Andiamo in Piazza Oberdan a prendere il tram per Opicina, che è attivo da quasi 100 anni. Incredibile l’aspetto, con il portabici davanti e i bellissimi vecchi sedili dilegno. Altrettanto incredibile lo scorcio di panorama, la pendenza che affronta in alcuni tratti e la maniera con cui la supera, facendosi spingere (e tirare al ritorno) da un altro macchinario che utilizza un cavo di acciaio deposto in discesa e tirato in salita  con l’aiuto di alcune rotelle di guida al centro dei binari. In un tratto la pendenza arriva al 26% ed è proprio qui che avviene l’unione fra i due mezzi, nel resto del tragitto il mezzo ausiliario viene sganciato. A Opicina ci fermiamo al bar trattoria Max che per 40€ ci fornisce un antipasto misto, vino, acqua e due fette di torta-strudel. Scendiamo all’obelisco per vedere il panorama. Si potrebbe fare uno o più sentieri ma non ne abbiamo la forza, così riprendiamo il tram successivo e scendiamo in Piazza Oberdan.
Prendiamo il 19, (ma andavano bene anche il 20 o il 21) per la Risiera. Scendiamo allo stadio e poi dritto fino all’imbocco dello svincolo dell’autostrada. Subito dopo il supermercato Famila occorre girare a sinistra anche se non è indicato. Noi abbiamo fatto un giro più lungo attraversando un campo di roulotte e camper di nomadi, che insospettiti hanno voluto sincerarsi delle nostre intenzioni seguendoci fino all’ingresso in risiera. Scarna e dolorosa la Risiera: rimangono le piccolissime celle, il salone delle croci, qualche oggetto a ricordo, una scultura di ferro che simboleggia il fumo del camino fatto saltare dai tedeschi prima della liberazione. Il bus 10 ci riporta fino a Piazza Venezia, esattamente di fronte al nostro parcheggio!
Dopo la cena in camper salutiamo per l’ultima volta Piazza Unità con un altro concerto, questa sera dei New Trolls, e le luci sulla collina e sul porto.
Moltissimi i camper, forse qualcuno troppo invadente, qui in parcheggio non tutti cercano di occupare uno stallo più il meno possibile del secondo. Speriamo che ci tollerino ancora, e che non ci sia qualcuno che ci faccia fare brutta figura. Io a Trieste ci voglio tornare! I camper sono su tutti i parcheggi del porto e per fortuna che ce ne sono tanti di parcheggi.

6 ago lun
Sveglia e partenza prima delle 8 per non incrociare il parcheggiatore. Direzione lungomare sud fino a trovare il cavalcavia per l’autostrada. Occorre passare davanti a un distributore Shell e poi si trovano i segnali per via Von Bruck che è a senso unico. Noi siamo andati verso il porto e poi abbiamo fatto inversione. Prima di arrivare si passa sotto un ponte di ferro. Lo scarico e il carico sono all’ingresso. La griglia è comoda e ci sono tre prese per l'acqua, c'è anche una fontana. Direzione autostrada ed uscita a Stadio-(risiera) per rifornirsi al supermercato Famila. Alle 10:15 autostrada, uscita Lubiana, Postumia, Sezana.

Il viaggio, dal 6 al 17 agosto prosegue in Slovenia e Ungheria ed è descritto fra i diari estero.
Il ritorno in Italia avviene a Tarvisio,  dove sostiamo nell’area attrezzata.

18 ago sab
Si parte alle 8. Faccio gasolio alla Esso in direzione Udine subito dopo l’area di sosta, a 1195 ma subito dopo un Agip fai da te aveva 1154. Facciamo la S13 per Udine, molto scorrevole per Venzone. Il paese è carino, con le mura, il duomo, il bel palazzo comunale e un negozio tutto dedicato alla lavanda. Le mummie mi sembrano una truffa: 1,5€ per vedere 5 quasi scheletri. Parcheggiamo all’ingresso del paese sulla destra abbastanza ampio (parcheggio ai fossi o ai fossati) Mangiamo anche dolci. C’è un buon punto informazioni. Da Venzone ci dirigiamo alle 10,30 a Bordano, il paese delle farfalle. La strada da Venzone è stretta, se si incrocia un altro mezzo sono guai. Facile parcheggiare in paese. Il paese è ricco di murales, tutti dedicati alle farfalle. 2 serre tropicali con diversi ambienti ispirati ai vari continenti, contengono molte specie di farfalle, l’ingresso è 6,50€. Un po’ troppo secondo noi. Anche lo shop ci sembra non economico.
Ci dirigiamo poi al lago dei 3 comuni o lago di Cavazzo passando per Internetto. Anche qui qualche bel murale, in particolare su un tornante sono raffigurati una serie di ciclisti del passato. Andiamo al lago alla riva ovest, si paga 0,60€/h con un max di 3€ al giorno.
Il posto è pieno di gente che prende il sole e si riposa, qualcuno sta pranzando. Facciamo due passi intorno al lago, che è molto gradevole come paesaggio e poi andiamo a Gemona.
Ci dirigiamo verso la S252, molto buona, e una volta in paese seguiamo le indicazioni per il Duomo, troviamo il parcheggio bus al Duomo che può ospitare 2-3 camper o bus e parcheggiamo. Bastano poche scale per trovare il Duomo. E’ splendido, aperto, e dopo averlo visitato con emozione pensando al terremoto, pranziamo bene al bar ristorante “al duomo”, con vista sul medesimo. Ottime cose, spendiamo in 4 56€.
Facciamo un giro per il paese, in cui alcuni cartelli mostrano fotografie dei danni e della ricostruzione. Non tutto è stato ricostruito. Si fa tardi e il caldo ci taglia le gambe. Rinunciamo alla prevista tappa a S.Daniele e ci dirigiamo a Tarcento, in cui in questi giorni si svolge una festa folkloristica che stasera prevede balli in piazza e mangiate e birra.
Parcheggiamo nella ottima e capiente area di sosta, ci sono una ventina di camper, facciamo un giro per il paese e ci riposiamo e mangiamo. Ottima la gelateria Al golosone, dietro la Posta. In serata usciamo a dare un’occhiata. Il paese si popola piano piano e quelli dei gruppi folkloristici, ormai in borghese, partecipano alla festa. Alla fine partita a carte e a nanna alle 12,30.

19 ago dom
Partenza alle 8, scarico comodo e via verso Udine. La strada è stretta fino a Tricesimo poi a Udine prendiamo l’autostrada alle 9. Solita barriera di Mestre con grande fila per pagare e tangenziale. 5,50€ il primo tratto 5,70€ il secondo. Uscita a Verona sud. Direzione centro, stazione. Porta Palio si trova a sinistra della stazione, c’è un segnale di area camper, quartiere S.Lucia.
Esiste anche un parcheggio di Porta Palio, dall’altro lato della porta, gratis, ma sembra sporco e con qualche dubbia presenza.
Giorgio ci sorpassa e ci porta ... al cimitero! Se non si impostano correttamente i dati sul navigatore…
Arriviamo poi all’area. Molto bella, sorvegliata di giorno, 10€/24h 4 per 3 ore. Si paga in monete, il guardiano quando c’è cambia i soldi.
Alle 14,00 andiamo in città: Castelvecchio, via Roma, piazza Brà, piazza delle Erbe, piazza dei Signori, casa di Giulietta, Mercato. Ottimo il bar Savoia in via Roma, gelati artigianali veramente squisiti. Yogurth e stecco, mattonella e cono ecc. La piazza con l’Arena è bellissima, piena di ristoranti per turisti, alcuni carissimi, c’è pure quello di Giovanni Rana. Rita Buizza aveva un ottimo ricordo della trattoria Giulietta e Romeo in via S.Anastasia 25/B, che però è chiusa per turno domenica e lunedì segno che è usata soprattutto dagli indigeni. Ricchissima la piazza.
Seguiamo la messa nella chiesetta di S.Maria Antica, vicino alla piazza delle Arche.
La giornata è comunque molto calda e i gelatai fanno affari d’oro. Il Savoia è caro ma buono. Ci riposiamo dalle 17:30 alle 19 in camper e alle 20 entriamo in Arena, dopo un’altra sosta-gelato. Avevamo stampato la prenotazione del biglietto in un internet point in via Roma e abbiamo poi ritirato i biglietti in via dietro il teatro 6. A saperlo non c’era bisogno di prenotare, c’erano ancora posti e prima dello spettacolo alcuni bagarini vendevano biglietti con lo sconto.
Occorre ricordarsi di portare o fittare dei cuscini e un po’ d’acqua. Le bibite sono carissime, 5€. Abbiamo comprato il libretto dell’Aida e all’ingresso ci hanno dato delle candeline (offerte dalla ditta Vicenzi) per rinnovare una tradizione del 1913.
All’inizio dello spettacolo tutti in gradinata hanno acceso le loro candeline e quando hanno spento le luci l’atmosfera era molto suggestiva.
L’opera si è rivelata spettacolare e bravissimi i cantanti, ma è l’ambientazione in  arena a renderla unica. Cominciata alle 21 è finita alle 24 e nonostante una certa paura per i lampi intorno alle 22, la serata si è conclusa bene. Bastano 15-20 minuti per ritornare all’area di sosta, veramente un grande servizio da parte della città di Verona. Magari l’esempio fosse seguito anche da altre città.

20 ago lun
Alle 6 ci sveglia la pioggia. Alle 7 è un vero e proprio diluvio. Avevamo intenzione di visitare San Zeno, il Duomo e qualche altra chiesa, che sono a pagamento, 2,5 una 5 tutte e 5.
Ore 8,15 la pioggia è diminuita. Giorgio ci saluta e rientra a Bari. Io riesco a strappare solo la visita alle chiese. Il tempo è coperto ma non piove. Verso San Zeno passiamo da S.Bernardino, chiesa francescana, per visitare le stanze affrescate: un frate ci consegna le chiavi e ci invita ad andare da soli a vedere. A San Zeno facciamo il biglietto: 4 € per i soci touring e non scade, si possono visitare le chiese quando si vuole.
San Zeno è incredibile, anche la Cattedrale e S.Anastasia.
A San Lorenzo c’è un privilegio papale per le anime del purgatorio a cui si può far dire una messa di suffragio.
In queste strade un po’ defilate dal centro, ci sono bei negozietti e qualche punto di ristoro meno turistico.
Bisognerebbe girarseli con calma.
Torniamo a piedi per le 12, paghiamo 10€ per l’area attrezzata poi scarichiamo e andiamo via. Bisogna ricordarsi di mandare una mail al sindaco di Verona per l’ospitalità.
Dietro l’area ci sono subito le indicazioni per le autostrade, che comunque prendiamo a Verona nord. Dopo un paio di soste tecniche e un’ora di Rita alla guida, siamo a casa alle 23.

Da domani cominceremo ad aspettare le vacanze e il viaggio della prossima estate…

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