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Un'esperienza "speciale" in camper tra la Val d'Orcia e il Chianti, in uno spazio sconfinato e una natura isolata che sembra di attraversare un paesaggio senza tempo...

Pubblicato da Stilla il 06/05/14

Italia: Toscana
Periodo viaggio 22/04/14 il 26/04/14

Martedì 22 aprile 2014

Era da questo inverno che avevamo previsto la nostra prima uscita in camper per il lungo ponte primaverile, e, una volta finito entrambi di lavorare, ci dedichiamo a sistemare la nostra casetta “volante” prima della partenza per la Toscana. La sistemazione dura più del previsto (sappiamo ancora poco dei camper)! Trascorriamo i giorni di Pasqua e Pasquetta a controllare l’acqua, le batterie, il motore, pulire, fare acquisti per il camper, trovare un modo per sistemare le nostre mountain bike, riempire il frigo, sistemare i nostri effetti personali. Finalmente, lunedì sera sembra funzionare tutto; premetto che il camper ha più di una ventina di anni e forse da circa tre, nessuno ci  aveva mai viaggiato prima di noi! Si tratta di un LMC Liberty Ducato che appena vidi, mi sembrava uscito da un telefilm degli anni 80. La nostra, oltre ad essere la prima volta in camper, sarebbe stata anche una prova del corretto funzionamento di tutti i servizi della casetta volante al di là del garage. Non dovrebbero esserci problemi, e io, affascinata da questa nuova esperienza, anche se non con somma felicità, non vedo l’ora di visitare i borghi senza tempo delle valli della Toscana, la Val d’Orcia, il Chianti… Finalmente, dopo gli ultimi controlli al camper, alle 12:00 passa a prendermi Peppe, il mio compagno, un intenditore di motori (ma non solo), di cui mi fido ciecamente. Si parte! Sembra sia finalmente tutto a posto, siamo felici e soddisfatti di aver sistemato tutto per la partenza! Dopo aver cantato vittoria, a circa 2 chilometri da casa, il camper sembra “tentennare”… Probabilmente non saremmo rimasti sorpresi se il camper avesse dato segnali strani dopo aver almeno percorso la metà del viaggio. Invece il nostro caro Liberty, anticipa qualsiasi previsione, e dopo 6 chilometri, il motore si spegne, lascandoci in mezzo alla strada, tra San Paolo Belsito e Nola. Dopo qualche inutile tentativo di riaccensione, ci rendiamo conto che l’unica cosa da fare è chiamare l’assistenza stradale (prevista nell’assicurazione del veicolo), e probabilmente, dimenticarci almeno per ora delle valli toscane.

Dopo aver parlato col meccanico ci rendiamo conto che il problema non è insormontabile, e che c’era solo bisogno di una ripulita al serbatoio del gasolio, in quanto, il motore, essendo stato per lungo tempo fermo, vi si erano accumulate eccessive quantità di sporco, venute a galla con il pieno di gasolio che avevamo fatto la sera prima! Siccome il motore, come per incanto, una volta arrivati dal meccanico a Nola, sembrava essersi “aggiustato” da solo, prima di lasciare che si pulisse il serbatoio, decidiamo di provare a fare qualche chilometro andando in autostrada in direzione Caserta. Consumiamo il nostro primo pranzo in camper sull’area di servizio di Marigliano! Praticamente a circa 15 chilometri da casa. Anche se il motore non presenta più alcun problema, decidiamo comunque di tornare dal meccanico e sistemare il serbatoio, per viaggiare più sereni. Trascorriamo dunque il nostro primo giorno da camperisti in officina, tra gli odori del grasso, degli olii e del gasolio. In serata, quando il camper è finalmente a posto, ripartiamo.

Comincia a fare buio, e, certi, di non farcela ad arrivare in Toscana per la sera, stanchi come eravamo dal nostro primo indimenticabile giorno in camper, decidiamo di fermarci dopo 240 chilometri, su un’area di servizio dell’A1. All’inizio sono un po’intimorita, mi fa un certo effetto dormire in un parcheggio, senza alcuna sorveglianza, senza un vero tetto, e senza alcuna protezione dall’esterno che non fossero le pareti del nostro veicolo. Non so perché ma mi danno coraggio le decine e decine di camionisti in sosta come noi, che dormono nei loro giganteschi tir! Consumiamo la nostra prima cena “romantica” , una zuppa pronta che non ricompreremo mai più, nell’area di servizio all’altezza di Fiano Romano. Ci rendiamo subito conto che la batteria dei servizi dà segnali di cedimento. Purtroppo si scarica in fretta, con mio rammarico usiamo i bagni dell’Autogrill, anche se provo invano a utilizzare l’acqua calda per una doccia in camper. Finalmente chiudiamo tutte le tende e oscuriamo i vetri, che fatica! Soprattutto perché quelle tende non sono molto flessibili, anzi in certi punti appaiono deformi! Primo giorno in camper andato.

Mercoledì 23 aprile

La notte non è stata molto tranquilla. Tra la pioggia, i tir e le auto che passavano, è stato un sonno poco sereno. Inoltre, su nel letto matrimoniale mansardato, ci è quasi sembrato di soffocare. Ma ormai, con un esordio di quel genere, non ci sconvolge più nulla. Dopo la nostra prima colazione in camper, ripartiamo. Destinazione: Montepulciano. Arroccato a circa 600 metri d’altezza, il meraviglioso borgo sorge nel cuore dell’ incantevole  Val d'Orcia, un paesaggio magnifico fatto di dolci colline ricoperte da una fitta vegetazione di vigneti, oliveti e cipressi con antichi abitati rurali qua e là. Uno spazio sconfinato e una natura isolata che sembra di attraversare un paesaggio senza tempo. La mia impressione è quella di percorrere un quadro…

Dopo gli assaggi di salumi, formaggi e vini nella medievale Montepulciano, ripartiamo alla volta di Montalcino. Attraversando questa valle incantata, ci ricordiamo che non abbiamo nessuna fretta, non dobbiamo effettuare alcun chek-in e non c’è nessuno che ci aspetta da qualche parte in Toscana, dunque, ci fermiamo a godere del paesaggio; sostiamo ai margini della strada e ci incamminiamo in un sentiero tracciato che porta in una vecchia fattoria. Attraversiamo i campi di grano ancora giovane, poi un vialetto di cipressi… Più in là notiamo un altro sentiero e apprendiamo da un cartello che si tratta della famosa Via Francigena, un antico cammino che conduceva dall'Europa centrale, in particolare dalla Francia, a Roma… E’ stata una bellissima scoperta per noi che amiamo tanto la natura. Proseguiamo nella valle in direzione Montalcino, ma Peppe comincia ad accusare un forte fastidio alla gola. Una volta arrivati nel centro, cerchiamo le indicazioni per l’area di sosta. I cartelli ci conducono in cima all’abitato, molto lontano dal centro. Arriviamo all’area che purtroppo non dispone di elettricità. Ormai è tardo pomeriggio, abbiamo percorso quasi 200 km in una giornata, il mal di gola di Peppe aumenta e ci mettiamo alla ricerca di una farmacia. Decidiamo di ritornare in paese in camper, ormai è buio e il centro non è vicino. Peppe mi lascia ai margini delle mura e io corro in farmacia più veloce che posso, sono ormai le 20:00 e i negozi stanno chiudendo. Comincia a piovere e sono senza ombrello, ma per fortuna riesco ad entrare in farmacia, che era proprio sul punto di chiudere!

A questo punto non ci rimane che andare a dormire, prima però di aver cenato. Potrebbe essere una tranquilla serata in camper tra la verde Montalcino, se non fosse per la nostra cara batteria che accenna a dare solo qualche labile segnale di vita. Ma Peppe ce la mette tutta, e dopo varie prove di accendi e spegni, decide di darle un po’ di carica accendendo il motore del camper! Sicuramente non siamo stati benvoluti dai nostri vicini di camper, che hanno respirato i nostri gas di scarico, ma solo in questo modo riusciamo a lavarci e a lavare anche i piatti! Chiusura tende e oscuramento vetri, cominciamo ad essere più veloci.

Giovedì 24 aprile

Inizia un nuovo giorno tra la nebbia mattutina di Montalcino e la nostra batteria a terra. Cerco di non abbattermi, e aiuto Peppe a scaricare le acque. E’ arrivato il momento di caricarne un po’e per nostra fortuna la fontana presente nell’area di scarico, dispone della pompa, che noi purtroppo non abbiamo! (Quante cose non abbiamo!) Si riparte, destinazione Siena...

Continuiamo tra le valli incantate e saliamo su per il centro storico sospeso su un promontorio. Al di là delle mura sembra essersi fermato il tempo. Prende forma davanti ai nostri occhi il Medioevo, nei palazzi, nei colori, tra i vicoli, nelle piazze, nelle chiese, nelle contrade, e poi…  in piazza del Campo, originalissima con la sua forma a conchiglia, dove ogni anno si svolge il Palio.

Finalmente niente cena in camper, niente problemi con l’acqua e con la batteria, questa sera si mangia fuori! Ceniamo da Papei, una deliziosa trattoria alle spalle di piazza del Campo, un po’ nascosta, ma per questo molto tranquilla e lontana dalla folla di gente della piazza; insomma, un’ora di puro rilassamento. Ritornati al camper, siamo di nuovo alle prese con i servizi quasi fuori uso. Ad un certo punto mi sembra di vivere in uno di quei reality tipo l’isola dei famosi! Ma non dispero. Mi basta guardare quanto Peppe si dia da fare per rendermi questa esperienza il meno possibile spiacevole che tutte queste difficoltà poi sembrano solo inconvenienti superabili, anzi cominciamo persino a ridere tantissimo e pensiamo che probabilmente un’esperienza di viaggio del genere priva di comodità che nella vita abituale diamo per scontate, ci avrebbe lasciato molto.  Questa sera, dopo i vari esperimenti e i lavori di Peppe, decidiamo di tenere accesa una sola batteria. Questo esperimento, forse una soluzione più che ovvia, ci “salva” per una sera: riusciamo ad utilizzare i servizi senza preoccupazioni e soprattutto senza intossicare i nostri vicini! Non ci sembra vero, andiamo a letto entusiasti, non prima di aver chiuso tende e oscurato i vetri, ormai siamo velocissimi. Ma i problemi non sono finiti, se la batteria per questa sera non ci ha lasciato a terra, adesso è la volta dell’acqua: la fontana a disposizione per i camperisti è sprovvista di pompa! E’ sera tardi e i negozi sono tutti chiusi. Chiediamo la cortesia ad un camperista o non utilizziamo acqua fino all’indomani? La mia risposta è scontata, e il mio compagno nemmeno mi pone la questione e, audace ed energico com’è, soprattutto in situazioni “critiche”, chiede in prestito la pompa. Scarico e carico delle acque… ormai siamo una squadra!

Venerdì 25 aprile

Dopo Siena, il mio programma prevede tappa nei paesini del Chianti. Ormai le dolci colline della Val d’Orcia lasciano spazio ai monti più selvaggi del Chianti. Attraversiamo Gaiole e Radda in Chianti, paesini troppo piccoli per una breve sosta col camper, quindi proseguiamo verso Castellina in Chianti. Prima però, una graziosa casetta immersa nel verde, lì da sola, cattura la nostra attenzione, e decidiamo di fermarci. Sembra una casa isolata e ferma nel tempo e nello spazio, immersa in una natura affascinante. Ci avviciniamo e con gioia apprendo che al piano di sotto vi è una bottega. Posso quindi entrare, e lasciarmi catturare dalla suggestiva atmosfera. Arrivati a Castellina, troviamo parcheggio, giusto per il tempo di passeggiare nel piccolo centro, molto grazioso, con qualche trattoria tipica e qualche rivenditore diretto di prodotti del proprio podere… Peppe si lascia tentare e acquista del buon vino. Scopriamo che Castellina era uno dei capisaldi della Lega del Chianti… Lungo la strada per Poggibonsi ci fermiamo, dopo una serie di manovre, ad ammirare un altro paesaggio, ma inizia a piovere e rimontiamo su, continuando a scrutare quel paesaggio dall’alto del nostro camper! (A volte ci sembra di salire su un camion!)

La città in cui arriviamo è molto grande, qui siamo ormai lontani dai piccoli e deliziosi centri che abbiamo attraversato fin’ora. Ci troviamo in una città industriale. Un po’ per via della pioggia, un po’ per la scoperta che la città non è quella che ci aspettavamo (sin dall’inizio del viaggio  desideravamo effettuare un tour solo dei piccoli centri), di Poggibonsi visitiamo solo l’area di sosta per camper! Qui apprendiamo con piacevole sorpresa che l’area dispone di elettricità! Evviva! Possiamo caricare la batteria! Purtroppo però, tutti i cavi elettrici erano in uso da altri camperisti. Non ci preoccupiamo, ormai il problema batteria è quasi completamente risolto, almeno fino al ritorno a casa… E invece cantiamo vittoria troppo in fretta… Apprendiamo infatti che l’acqua non viene più su. Ci risiamo con i guasti: la pompa dell’acqua di uno dei serbatoi è fuori uso! Non disperiamo. Dopo scarico e carico dell’acqua, stravolgiamo i programmi e, cartina alla mano, decidiamo di proseguire il nostro viaggio, direzione Volterra. Un accogliente paesino, dal centro storico di origine etrusca, celebre per la lavorazione dell’alabastro. Nella strada per Volterra ci accorgiamo di aver lasciato la provincia di Siena, e notiamo di essere nella provincia di Pisa. In questo comune, l’area di sosta è a pochi metri dal centro storico, infatti, non appena parcheggiato, ci troviamo tra le mura del centro storico medievale. Qui la temperatura non è mite, fa un po’ freddo, e il mal di gola di Peppe peggiora. Decidiamo comunque di fermarci in un ristorantino ad assaporare uno dei piatti tipici toscani: i pici al cinghiale e alla lepre, davvero deliziosi. E ancora, zuppa alla Volterra! Peppe proprio non ce la fa, ha la gola in fiamme, le pasticche non fanno più effetto e l’unico vero rimedio è un antibiotico, che purtroppo non abbiamo e non possiamo comprare in farmacia senza la ricetta medica. L’unica soluzione è cercare una guardia medica e farcelo prescrivere. Nessuna guardia medica vicina, c’è solo un ospedale, ma Peppe decide di non andare, è troppo stanco (ma anche molto orgoglioso per ammetterlo), e non riesce nemmeno a parlare! (Evento più unico più che raro, la situazione è veramente critica!) Ritorniamo al camper e, dopo aver attivato un solo serbatoio,  scopriamo che di nuovo la batteria è a terra. Unica soluzione: accendere per un po’ il motore. Sapevo che quella sarebbe stata l’ultima notte nella nostra “casetta volante” e il mio stato d’animo alternava tra sensazioni di sollievo e sentimenti di rimpianto. Purtroppo quella graziosa ed accogliente casetta, si era rivelata anche piena di insidie, un vero e proprio “percorso a ostacoli”!

Sabato 26 aprile

Carico e scarico dell’acqua e poi via verso Sud, non prima di aver fatto colazione letteralmente immersi nella valle. Sostiamo per qualche minuto in una strada sterrata proprio accanto ad un’immensa distesa di grano ancora verde. Dopo di noi si fermano in quest’area automobilisti e motociclisti a scattare qualche foto. Ne approfittiamo per farcene scattare una!

Una volta sul camper, Peppe cerca di riparare la pompa dell’acqua, cerchiamo di aprire il serbatoio, ma viene fuori l’acqua e per qualche istante ho pensato che si saremmo allagati! Con molta attenzione e precisione riesce per fortuna a svuotarlo. Intanto però la panca che copre il serbatoio si danneggia! Cacciaviti alla mano e McGyver ripara anche questo! Quindi giù per Grosseto, senza prima aver visto le spiagge di Follonica e di Castiglione della Pescaia e soprattutto il curioso “isolotto” di Orbetello col suo Porto S. Stefano. Il nostro viaggio si conclude a mezzanotte. Siamo stanchi (abbiamo percorso circa 550 km in questo giorno), ma Peppe più di me (anche se non lo ammetterà mai), perché ha fatto i conti anche col mal di gola. Ritorniamo a casa, con una lista di cose da riparare e da acquistare per questa casetta volante! Il nostro primo viaggio in camper non è stato un sogno, ma una prova di sopravvivenza, del resto ne eravamo consapevoli prima di partire. Proprio per tutti gli inconvenienti, sarà un viaggio indimenticabile! Da oggi siamo più ricchi di un’esperienza, che ha messo alla prova non solo i nostri nervi, ma anche la stabilità della nostra unione! Più che un viaggio, mi è sembrato un reality, un reality camper!

 

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