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Da Alghero A Masua

La nostra prima vacanza in camper

Pubblicato da doral112 il 10/10/15

Italia: Sardegna occidentale
Periodo viaggio 17/08/14 il 04/09/14

 
17 agosto 2014, ore 14,   finalmente  si parte per la sardegna. Abbiamo gia visitato soggiornando in appartamenti,  buona parte della costa orientale ,ed oggi novelli camperisti, organizziamo l’ennesima estate in sardegna alla scoperta della costa occidentale e cosi si parte per la grande avventura.
Attraversiamo l’appennino  ,poi a Livorno ci fermiamo per la prima sosta, una breve visita alla citta e poi a letto perché domani  ci aspetta l’imbarco

18 agosto ore 8.15 partenza della moby  wonder. Si sbarca ad Olbia e dopo 3 ore circa di guida arriviamo nei pressi di Alghero ,area sosta Paradise park, ormai è quasi sera  e dopo aver preso visione del posto  ed esserci  sistemati e rifocillati non ci resta che pianificare le visite di questa prima tappa e cosi chiudiamo  la giornata
Dall’area di sosta attraversiamo a piedi una folta pineta  ed arriviamo alla Spiaggia delle Bombarde
 
è la più frequentata dai giovani . L’acqua è sempre fresca, la spiaggia è molto affollata con  intrattenimenti per tutti. In lontananza serfisti ci fanno un po' di invidia
 
appena più a nord dalla spiaggia delle Bombarde   ci godiamo la Spiaggia del Lazzaretto 
si trova lungo un tratto di costa di 1 km e mezzo, e presenta oltre la spiaggia principale , numerose calette che consentono un po di privacy. L’acqua è particolarmente trasparente e anche qui abbastanza  fresca. La vegetazione di macchia mediterranea che la circonda ci inebria con il suo profumo. Prese il suo nome da un edificio adibito a lazzaretto che fu costruito nel VI sec., con il compito di assistere le imbarcazioni che venivano poste in quarantena nel periodo che la Provenza fu contagiata dalla peste.

Acquistiamo i biglietti alla reception del Paradise park per il torpedone di linea che ci porta all’estremità del golfo di Porto Conte a  Capo Caccia  dove si trova la grotta di Nettuno, . La raggiungiamo per  mezzo di una scalinata, l'Escala del Cabirol,(scala del capriolo ) che si avvinghia sul costone ovest del capo raggiungendo l'imboccatura della grotta dopo una discesa di 654 scalini. L'accesso alla grotta avviene attraverso un passaggio che ci conduce ad un lago alimentato dal mare, continuiamo attraverso il  percorso fitto di concrezioni spettacolari. Il ritorno ci permette di testare la nostra forma fisica , impegnandoci nei 654 gradini , ma questa volta tutti in salita.

21 agosto, l'ultimo giorno della nostra prima tappa ci pota  ad Alghero. Poi quasi al tramonto, quando gli ultimi raggi di sole infuocano i palazzi, il campanile della cattedrale, la cupola di san Michele, i bastioni , tutto si tinge di rosa. Una  passeggiata nel centro storico prima di cenare rinforza l’ appetito. Dopo cena continuiamo con la passeggiata sulla possente cinta muraria , con vista
notturna del porticciolo turistico e di tutto il lungomare

22 agosto lasciamo il Paradise park attraversando tutta Alghero ci dirigiamo verso Bosa, lungo un percorso dove la natura è sovrana e le costruzioni  sono totalmente assenti. La strada segue fedele l’orografia del terreno, curva dopo curva si aprono panorami di costa selvaggia, alternandosi ad altri piu protetti che al tramonto si tingono di fuoco. A volte la roccia si getta a picco sul mare a volte prosegue il saliscendi verso le spiagge . D’un tratto ecco i grifoni la zona di bosa è uno dei pochi posti dove ancora  sopravvivono, spiccando il volo verso l’orizzonte.

 Appena  fuori dal comune di Bosa Facciamo sosta all’area Sabba druche , che in sardo significa acqua dolce.  La spiaggia è caratterizzata da sabbia e ciottoli di fiume, il mare è limpido  e tutto il contesto che la circonda è molto rilassante.  Il paesaggio intorno è di grande suggestione, per le rocce e la vegetazione delle scoscese montagne della costa.
Due giorni in questo paradiso, poi prima di far tappa altrove il 24 agosto ci spostiamo a  Bosa. Le graziose casette color pastello appaiono d’improvviso, lassù sotto il castello Malaspina,c’ è il quartiere sa costa, un incredibile incrocio di stradine e viuzze di portici e piccole piazze senza tempo , su cui si affacciano le abitazioni a due o tre piani, più sotto si adagia la cittadina. E poi c’è il fiume temo, l’unico navigabile dell’isola. Gli elementi romantici ci sono tutti, il fiume le barche dei pescatori, le reti stese al sole. Anche sa conzas, le antiche concerie che si specchiano nelle calme acque.

Si riparte e decidiamo di passare per Tinnura, nel centro abitato le vie sono decorate con pittoreschi murales dipinti nelle facciate delle case che rappresentano importanti momenti di vita del territorio.
L’ultima tappa della giornata ci porta vicini a Cuglieri all’agriturismo Sa Murtas, che è anche un area di sosta e dove decidiamo di passare la notte. La cena all’agriturismo ci permette di gustare i sapori tipici della Sardegna , Ravioli di formaggio acido, preparati a mano dalla signora poche ore prima , pecora bollita allevata nell’agriturismo e patate di contorno per finire con la  seadas  dolce tipico sardo, il tutto accompagnato da un ottimo vino sempre prodotto dai proprietari

25 agosto  Ci alziamo di buon ora  e dopo un’abbondante colazione si parte in direzione is arutas per ammirare la famosissima spiaggia di quarzo. Arriviamo che la spiaggia è praticamente vuota e ci sistemiamo  nel parcheggio a pagamento proprio dietro a questa meraviglia. Di fronte a noi  vediamo grandi casoni   in legno con tetto in paglia, di quelli che un tempo potevano essere  capanne di pescatori e oggi attrezzati come bar e ristoranti , Agevoli passerelle in legno ci conducono sulla spiaggia e di fronte a noi si apre uno spettacolo mozzafiato, chilometri e chilometri di bianco che abbaglia e un mare cosi  blu che piu  blu non si puo.
La   sabbia è formata da  granelli di quarzo  che riflettono la luce del sole, i cui colori variano dal rosa al bianco al verde chiaro. Per questo motivo, il posto è conosciuto anche con il nome di spiaggia dei chicchi di riso. La giornata si conclude con un romanticissimo tramonto.

26 agosto. Appena si alza il sole e ancor prima di far colazione, con Frenci che ancora dorme come un giro , ci spostiamo a San Giovanni in sinis situato nell’omonima penisola . Ci sistemiamo dietro la chiesa, dove un ampio piazzale ospita anche altri camper.  La chiesa di San Giovanni Ha un aspetto austero  ed è stata costruita  nel sesto secolo  con  i mattoni e le colonne della città  punico romana fondata dai fenici , : i rottami dell’antica Tharros , la raggiungiamo percorrendo l’antica strada lastricata. Una visita guidata ci illustra la storia ed i resti di questa meravigliosa ed   affascinante antica citta  .Sopra la collina si trova la torre spagnola di San Giovanni, anche questa costruita con le pietre rubate a tharros e da dove si ha una visione fantastica della penisola e dei due mari, mar morto perchè protetto dalle correnti, e mar vivo perche sempre esposto all’impetuoso maestrale . La torre guarda dall’alto la lunga spiaggia di San Giovanni, contornata da dune ricche di vegetazio

27 agosto. Si parte per una nuova tappa,  la prossima destinazione è la selvaggia Costa verde, come prima sosta  Piscinas .  Nelle curve , sui saliscendi , nelle distese di cisto e rosmarino che scompaiono tra grattaceli si sabbia , oltre alla salsedine spruzzata dall’incessante maestrale, si respira l’aria di miniera. Questo tratto di strada  che attraversa la costa è l’unica via isolana in cui la natura e la storia mineraria dialogano  nel silenzio di scenari selvaggi. Chilometri e chilometri da fare adagio, a cellulare spento.
La strada ci conduce a Montevecchio,  paese minerario semi abbandonato dopo la cessazione dell’attività estrattiva, dove è raro incrociare un auto . L’incrocio è semmai con le greggi o qualche cervo che si avventura saltellando in mezzo alla strada. Raggiungendo Piscinas provenendo dal vecchio borgo di Ingurtosu,  si incontrano numerosi  ruderi delle strutture del periodo minerario, i quali creano un paesaggio ed un'atmosfera da villaggio fantasma del Far West. Dopo avere percorso km di sentieri sterrati e con la fatica che già è visibile sui nostri volti finalmente ci fermiamo al campeggio Su Sciopadroxiu,  dove dopo aver preparato il campo ci organizziamo per la cena.
 28 Agosto Dal campeggio e con la bicicletta percorrendo la strada sterrata raggiungiamo la spiaggia di Piscinas, non possiamo far altro che constatare quello che ci avevano raccontato, cioè che questo posto, È una delle meraviglie di tutta la Sardegna e che  anche l'Italia ha il suo deserto. Piscinas è un vero deserto formato da imponenti dune dorate, alte 60 metri, che   per diversi chilometri dall'entroterra si perdono  in un mare azzurro e sconfinato; lo scenario paesaggistico che ci circonda ci lascia  senza fiato. Il materiale estratto dalle miniere dell’entroterra veniva trasportato fin qui da dei vagoncini su rotai per essere poi imbarcato per Carloforte .

29 Agosto, ci  alziamo e con molta calma facciamo  colazione poi smontiamo il campo e dopo aver fatto acqua e svuotato il bagno si riparte e questa volta facciamo tappa a Buggerru.  Ci fermiamo nell’area camper comunale che è proprio affacciata alla spiaggia e al porticciolo turistico, e circondata da ruderi di edifici che testimoniano il passato. Infatti Buggerru è un piccolo paese  della provincia Carbonia-Iglesias  sorto parallelamente l’attività mineraria e il duro lavoro che questa comportava. Sulla piccola spiaggia un tempo venivano imbarcati i minerali estratti. Oggi Buggerru sta tentando di diventare meta turistica valorizzando quello che fu il suo passato legato all’attività estrattiva . Il porto è sovrastato dall'uscita della Galleria Henry, dal nome dell’ingegnere che la progetto , percorsa un tempo da un treno a vapore che trasportava il minerale estratto dalla vicina miniera di Planusartu. Leggiamo su una guida che è percorribile un sentiero che conduce proprio alla miniera e dove un tempo sorgeva anche  l’omonimo paese. L’insediamento di Planu Sartu raggiunse i 2000 abitanti nel 1867 alla massima espansione dell’attività mineraria. Oggi del paese restano solo ruderi parzialmente nascosti dalla macchia mediterranea. Il posto è molto suggestivo per la presenza del villaggio abbandonato, per l’enorme voragine  della miniera a cielo aperto e per la bellezza  della  scogliera.

1 Settembre. Si riparte, Lasciamo Buggerru ed ancora una volta la costa selvaggia che si apre  davanti a noi è da cartolina, tra le curve di questa strada semideserta scorgiamo dall’alto scogliere e faraglioni, uno su tutti attira la nostra attenzione, è il famosissimo pan di zucchero, appena dopo un tornante vediamo un cartello che segnala un area sosta camper, cosi svoltiamo a destra e dopo una discesa piena di tornati e circondati da  strutture  ed edifici di una storia mineraria mai dimenticata, raggiungiamo l’area proprio affacciata alla meravigliosa  spiaggia di Masua, impreziosita proprio dal Faraglione pan di zucchero e da dove a piedi si puo raggiungere l’imbocco della miniera Porto Flavia
A causa della posizione logistica della Miniera , nel 1924 la Società affidò  all’Ingegnere Cesare Vecelli, il compito di progettare una innovativa struttura di imbarco del minerale.
IL Vecelli realizzo un’opera  senza precedenti .
Si trattava di un  porto, a picco sul mare, cui l’Ingegnere diede il nome della figlia: Flavia.
Porto Flavia, interamente scavato nella roccia, attraverso una galleria di carico ed una seconda galleria inferiore, attrezzata con un nastro trasportatore estensibile, consentiva di caricare il minerale direttamente nella stiva delle navi mercantili.
L’ingegnosa soluzione permise il  ridimensionamento di tempi e costi, facilitando l’attività di stoccaggio e di imbarco dell’estratto.
3 Settembre, ci svegliamo con un po di tristezza, perché la nostra prima vacanza estiva con il nostro  camper è quasi finita, un ultimo bagno nelle onde di questa spiaggia stupenda e poi partiremo per riattraversare tutta la Sardegna . Domani mattina 4 settembre alle 8.15 la nave moby wonder ci riporterà a Piombino e poi molto mestamente ritorneremo a casa.  Visitare la costa occidentale   a stretto contatto con questa terra , respirando culture diverse,  dalla  catalana  Alghero  alla dura vita dei minatori , ci ha fatto percorrere senza dubbio un viaggio indimenticabile in questa meravigliosa isola.
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